mercoledì 9 ottobre 2013

Drive Like Jehu - Drive Like Jehu - 1991



Mi piace un sacco parlare dei miei dischi/gruppi preferiti, specialmente quando sono malcagati un po' da tutti (non sono riuscito a trovare un'immagine della copertina più grande di quella... anche l'internette non li considera molto).
La coppia Reis - Froberg dopo il breve ma intenso periodo con i Pitchfork parteciparono ad un altrettanto breve e forse più intenso periodo con quest'altro gruppo. Più intenso soprattutto per quel che riguarda il songwriting, che a detta di Reis si trasformava in una vera e propria "guerra" in sala prove.
Faccio notare che un anno prima dei Jehu, Reis aveva già fondato i Rocket From the Crypt, e indubbiamente lo scioglimento dei primi fu causato anche dalla fama che travolse i secondi, ma questa è un'altra storia.
Dopo un demo (che sono tralaltro riuscito a scaricare da poco) la band fa uscire questo discone, le atmosfere si dilatano ulteriormente rispetto ai Pitchfork, si arriva a pezzi di quasi 10 minuti, è tutto un susseguirsi di ritmiche potenti e ossessive (noto che questa parola esce spesso!), alternate magari a rumori di plettro che tamburella le corde (vedi O Pencil Sharp), cambi di tempo e di struttura da un secondo all'altro (sentite If It Kills You, forse il pezzo migliore del disco), gran lavoro di chitarre e una registrazione decisamente ottima.
Anche il seguente Yank Crime è una bomba, ed ammetto di aver fatto fatica a scegliere tra i due, forse come approccio è più semplice questo, però c'è da dire che con il secondo i viaggioni aumentano!
Se non li ascoltate e apprezzate mi incazzo!




varda:

martedì 8 ottobre 2013

Black Sabbath - Master of Reality - 1971


Strano rapporto ho con i sabbath... essendo cresciuto come "panc" ho sempre snobbato un po' il metal in tutte le sue forme, per me erano solo capelloni alle prese con assoli lunghissimi e di conseguenza pallosi.
Poi si cresce, si ascolta un sacco di roba diversa, ma loro rimangono sempre li nell'angolino... ti ricordano troppo quegli spocchiosi ragazzini metallari con quelle magliette oscene.
Alché un giorno di diversi anni fa mentre leggevo delle interviste ai Black Flag in cui raccontano di interi tour ad ascoltare cassettine di Iommi e soci, decido di andare più in la delle conosciute Paranoid, War Pigs, Iron Man (che avevo conosciuto grazie ai nofx, tralaltro), ecc.... e giù ad ascoltare la discografia.
Alché mi accorsi che un sacco di roba che già ascoltavo prendeva a piene mani dal repertorio del quartetto di Birmingham, ritmiche, riff, citazioni varie (ricordate i Butthole Surfers con Children of The Grave?), da quel che so furono i primi ad accordare gli strumenti "più bassi", invece che in MI all'inizio in RE# e da questo disco in poi in DO# per agevolare la suonata a Iommi, che qualche anno prima perse un paio di falangi in un incidente in fabbrica (tralaltro durante l'ultimo giorno di lavoro! che sfiga!).
I primi 5 album sono da antologia, poi degli alti e bassi, e secondo me Master of Reality è la loro opera maestra.
Ah, oggi ho tirato fuori i Sabbath perché stanotte ho sognato i Saint Vitus (!!!) gruppo di cui forse un giorno vi parlerò.



reality:

lunedì 7 ottobre 2013

Talking Heads - 77 - 1977


Stamane, dopo una domenica sera ossessiva nel ripetere sempre lo stesso disco, mi risveglio con un pezzo tratto dallo stesso stampato in testa. Nessuna idea, in nessun modo.
In aiuto mi vengono dei cari consigli, teste parlanti. Ecco... 77!
Purtroppo non ho trovato alcun aneddoto carino e ammetto di non aver mai letto libri riguardanti alla banda di Byrne e soci, ma posso sicuramente affermare che, come spesso accade, il loro disco che preferisco è il primo.
Il bello dei Talking Heads è che sembrano un gruppo inglese, poi ti accorgi che sono di New York, anche loro del giro del CBGB che portò in auge gruppi come Ramones, Television, Heartbreakers, ecc... ecco, a differenza dei loro soci avevano una minore tendenza verso le droghe e l'autodistruzione, non ci sono le chitarre distorte ma un basso pulsante dal sapore quasi dance, ritmiche fredde e minimali.
Nel complesso i pezzi sembrano canzonette (tipo il ritornello della superconosciuta Psycho Killer), ma sotto questa ballabilità e orecchiabilità si nascondeva un angoscia palpabile nei testi (che ovviamente non ho letto, ma deduco da quello che si capisce ascoltandoli).



caricati

venerdì 4 ottobre 2013

CCCP Fedeli alla Linea - Affinità-Divergenze tra il compagno togliatti e noi (del conseguimento della maggiore età) - 1985


Ammetto, quest'oggi volevo parlare di Tom Waits? Perché? Perché ieri sera un personaggio cercava di ricordare il nome di questo "pianista jazz", dopo mezz'ora di chiacchiere gli viene in mente che era Tom Waits... maccosa! un semplice "pianista jazz"??? Va beh, queste sono altre storie...
Poi mi sfoglio il giornale locale, si parla di elezioni, e vedo la scheda del purtroppo conosciuto a molti maurizio fugatti, uno dei boss della lega nord trentino, e con mia grande sorpresa sotto "gruppo preferito" leggo "CCCP di giovanni lindo ferretti".
Ovviamente mi è subito venuta in mente Punk Islam e mi sono fatto due risate. Possibile che la svolta catto-stocazzo di ferretti sia arrivata a far piacere gruppi politicamente ben definiti come i CCCP a certi individui?
Ad ogni modo, colgo la palla al balzo e vi pubblico sto discone, una delle cose migliori uscite dal punk italiano, pescano a piene mani dall'immaginario kraut-industrial di gente come Einsturzende Neubauten e Kraftwerk, dal punk rock americano, da certo post punk che-non-dico-Joy-Division-che-magari-qualcuno-si-incazza e poi una bella mazzata comunque di italianità (vedi Valium Tavor Serenase), cercando di limitare gli scopiazzamenti ma tracciando una via propria.
Successivamente si butteranno più su cose synth e art, con risultati alternanti, poi lo scioglimento porterà ai CSI, i quali porteranno ad altre cose che magari un giorno andrò a scoprire, però per ora un gruppo che si chiama "Per Grazia Ricevuta" mi tiene già alla larga a prima vista...



divergenze:

giovedì 3 ottobre 2013

Jawbreaker - 24 Hour Revenge Therapy - 1994


Ah, i Jawbreaker! Questa splendida creatura messa in piedi da Blake Schwarzenbach a fine anni 80, un po' sulla striscia lasciata dagli Husker Du, dopo aver pubblicato una manciata di ep/singoli, qualche split (i più notabili con Jawbox e Samiam), e 2 dischi, tra cui l'epico debutto Unfun, un tour con i Nirvana, quindi con i riflettori puntati addosso fanno uscire questo discone.
Sotto l'attenta supervisione di Steve Albini sfornano un album praticamente perfetto, facendo vedere che non serve la vocina melodica per fare del pop punk, la voce rauca e poco incline alle alte tonalità di blake si fonde alla perfezione su un tappeto melodico a tratti "poppy" (azzo vuol dire?!) a tratti malinconico.
Questo disco gli varrà un contratto su major per il disco successivo (e ultimo), cosa purtroppo che negli anni 90 divenne d'abitudine per i gruppi punk rock.
Sono consapevole del fatto che questa descrizione faccia particolarmente schifo, ma che vi devo dire, nessuno mi paga.



qui:

mercoledì 2 ottobre 2013

Husker Du - New Day Rising - 1985


Oggi sono decisamente scabinato, quindi mi tengo sul semplice andante.
Semplice perché c'è poco da dire davanti a un gruppo così e ad un disco così.
L'unica discussione (la anticipo prima che qualcuno la tiri fuori, ho la testa schiacciata in una morsa) è perché questo e non Zen Arcade? o Candy Apple Grey? o Metal Circus? o Warehouse? ecc...
Questione di affetto, ultimo disco su SST, a differenza del predecessore Zen Arcade (per molti IL capolavoro) comprime nel formato standard dell'LP singolo un po' la loro essenza, fatta di "noise pop", grandi melodie e cori da lacrime, non c'è un pezzo uno che si salterebbe, a partire dall'epico pezzo che da il titolo al disco alla rumorosissima Plans I Made che segna gli ultimi solchi del lato B.
L'unico appunto forse è che, come praticamente tutti gli altri dischi degli Huskers, i suoni sono atroci, ma forse è questo che gli ha dato quel qualcosa in più.



rinfrescalo:

martedì 1 ottobre 2013

Fuel - Monuments to Excess - 1990


Qui si parla di piezz 'e core. I Fuel, la band di San Francisco che suonava come le band Dischord di Washington DC, durati 2 anni, in tempo per far uscire questo LP (e anche un ep e uno split, entrambi contenuti nel download!) che di cose ne ha dette diverse.
Il sound potete immaginarlo, è quello tanto caro ai Fugazi e che poi ispirò alla grande band come Hot Water Music, 2 chitarre, 2 voci, melodia, testi personali mischiati a testi politici.
Nel gruppo militò Mike Kirsch (poi meglio conosciuto come Sarah Kirsch), poi in altre band come Pinhead Gunpowder (nei quali figurava un giovane Billy Joe Armstrong), Navio Forge, John Henry West, ...
Morì neanche un anno fa di Anemia di Fanconi, una patologia genetica che ahimè non le ha lasciato scampo.
Da non confondere con la band hard rock "Fuel", non sapete che fatica ho fatto a trovare la foto quassotto.



ascolta a parte: