Questo disco ce l'avevo li già da un bel po'!
Gran postpunk ovviamente dall'inghilterra, sempre fine anni 70, sempre capolavoro al primo disco poi un po' più sottotono ma hanno sempre fatto cose belle!
Grandi influenze funk con un basso sempre in bella vista e ritmiche quasi danzerecce.
Testi politici, anche la copertina parla da sola.
Oggi sono senza parole.
Iea.
Gruppo unico e assoluto, strumentalmente impeccabili e originali, dissacranti al punto giusto.
Questo il mio disco preferito, anche se sono legatissimo al successivo Pork Soda.
L'aneddotino è che Les Claypool, grande amico di Hammet dei Metallica, non venne preso come sostituto di Cliff Burton dopo un provino (comunque goliardico) in quanto "troppo bravo" e poco adatto al posto.
Nella storia del rock band con nomi "particolari" ce ne sono stati, ma i precursori di ciò furono sicuramente i surfisti del buco del culo.
Al di la delle nomenclature anche sul fattore musicale innovarono eccome, formando un grosso calderone dove il punk si mischiava al folk, alla psichedelia, al country, al surf, richiami batteristici ai sabbath.
Avanguardia ma fatta con la giusta dose di ironia.
Questo loro primo lavoro secondo me poi rimase insuperato dai loro dischi successivi. Paul Leary disse che il disco venne registrato in uno studio diciamo non proprio professionalissimo, e che durante le sessioni dormivano in un capanno degli attrezzi. Se questi sono i risultati, ben venga il disagio.
Il bello del post-punk è che lo si suonava già mentre il punk stava esplodendo.
Pere Ubu, ovvero uno di quei gruppi che ancora non ho capito come si pronuncia il nome, io perseguo nel modo italianissimo, che vede le pere affiancarsi alle prime 3 lettere di una delle più famose distribuzioni linux. Ma, visto che il loro nome deriva dal protagonista dell'opera teatrale francese "Ubu Roi" di Alfred Jarry, immagino si pronunci in francese, ma va bene così.
Il gruppo nasce dalle ceneri dei Rocket From The Tombs, gruppo sempre di Cleveland (ah, non avevo ancora detto che erano di li!), ceneri dalle quali nacquero anche i Dead Boys.
Insomma, primo disco, registrato tra il 76 e il 77 ed uscito a inizio 78. Spiazzante per l'epoca sicuramente, dove la violenza e l'irruenza del punk stava venendo fuori in pompa magna, i nostri non si limitano a riproporla ma la prendono e la strizzano su ritmi sghembi, cacofonie e deliri ambient, accompagnati talvolta da sax e musette, una sorta di cornamusa e da sintetizzatori impazziti.
Io ci trovo sempre un'angoscia che fa sempre bene e non stufa mai.
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