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mercoledì 11 dicembre 2013

Blue Oyster Cult - Tyranny and Mutation - 1973


Eccoci, dopo la prima segnalazione per violazione di copyright (tralaltro fa ridere che sia stata fatta da gente del giro "hardcore").
Ad ogni modo, salto indietro di 40 anni, il secondo e sicuramente più apprezzabile lavoro dei Blue Oyster Cult, registrato l'anno prima sotto l'orecchio attento di Sandy Palmer (poi in studio anche con The Clash e Dictators).
I BOC proponevano un hard rock selvaggio ma comunque più raffinato dei maestri Black Sabbath, più legati a tematiche riguardanti gli UFO che a quelle oscure di Ozzy e soci. Sicuramente lontani rispetto allo standard "sex drugs and rocknroll".
Mischiavano del gran garage con del gran blues travolto dalla potenza del rock, e questo disco sono 38 minuti di puro piacere.
Raggiunsero il vero successo mezzo decennio dopo, ma le vette compositive sono tutte qui!


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ascolta:

martedì 8 ottobre 2013

Black Sabbath - Master of Reality - 1971


Strano rapporto ho con i sabbath... essendo cresciuto come "panc" ho sempre snobbato un po' il metal in tutte le sue forme, per me erano solo capelloni alle prese con assoli lunghissimi e di conseguenza pallosi.
Poi si cresce, si ascolta un sacco di roba diversa, ma loro rimangono sempre li nell'angolino... ti ricordano troppo quegli spocchiosi ragazzini metallari con quelle magliette oscene.
Alché un giorno di diversi anni fa mentre leggevo delle interviste ai Black Flag in cui raccontano di interi tour ad ascoltare cassettine di Iommi e soci, decido di andare più in la delle conosciute Paranoid, War Pigs, Iron Man (che avevo conosciuto grazie ai nofx, tralaltro), ecc.... e giù ad ascoltare la discografia.
Alché mi accorsi che un sacco di roba che già ascoltavo prendeva a piene mani dal repertorio del quartetto di Birmingham, ritmiche, riff, citazioni varie (ricordate i Butthole Surfers con Children of The Grave?), da quel che so furono i primi ad accordare gli strumenti "più bassi", invece che in MI all'inizio in RE# e da questo disco in poi in DO# per agevolare la suonata a Iommi, che qualche anno prima perse un paio di falangi in un incidente in fabbrica (tralaltro durante l'ultimo giorno di lavoro! che sfiga!).
I primi 5 album sono da antologia, poi degli alti e bassi, e secondo me Master of Reality è la loro opera maestra.
Ah, oggi ho tirato fuori i Sabbath perché stanotte ho sognato i Saint Vitus (!!!) gruppo di cui forse un giorno vi parlerò.



reality:

venerdì 27 settembre 2013

The Stooges - Fun House - 1970

 

Lo ammetto, ho riflettuto parecchio (all'incirca 20 secondi) sul quale dei 3 dischi degli Stooges pubblicare.
Il primo è sempre il primo e ci ha dentro le immortali wanna be your dog e no fun... su Raw Power c'era quel bell'aneddoto sulla Loudness War che mi piace sempre sciorinare quando si parla di master (i miei amici evitano accuratamente l'argomento oramai...) e tutto il discorso sui mix alternativi che vi lascio scovare. Alla fine sono ricaduto su Fun House (ciò non toglie che se non l'avete già fatto, dovete procurarvi assolutamente anche gli altri 2).
Non c'è un motivo particolare, tanto il trittico degli Stooges è tutto da manuale, rock selvaggio e improntato già sul punk, i pezzi sono da manuale, dei maledetti inni, super coverizzati e super conosciuti, quindi parliamo del lato che più mi interessa a questo punto... la registrazione!
Insomma la Elektra affidò il compito di produrre il disco a Gallucci, il quale già si accorse della difficoltà di mettere su nastro un gruppo così dirompente e più adatto a situazioni live.
Ad ogni modo prepararono lo studio isolando bene gli strumenti con dei deflettori e predisponendo un bel microfono a condensatore su asta per iggy, i risultati di questo però per il gruppo non erano soddisfacenti, così risistemarono lo studio in modo da ricreare una situazione "live", con ampli affiancati, nessun separatore tra gli strumenti, e un bel microfono in mano a Iggy. Il risultato si sente e per quel che mi riguarda è una bomba, praticamente un disco live registrato in studio.
Mi sono dilungato anche troppo, daje de ruock.



lift up: