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giovedì 2 gennaio 2014
martedì 17 dicembre 2013
The Hellacopters - Supershitty to the Max - 1996
Oggi ho avuto una giornata parecchio stressante, così mi sono visto costretto a scioglierla a suon di gran rocknroll, messi in fila uno dopo l'altro i 4 primi album di questi svedesoni e la situazione è nettamente migliorato.
Questo, come primo, è anche il più figo, grezzo, potente e pure arrogante. Si, high visibility gran fico ma più da macchina, questo è da bulldozer.
Ho visto almeno 4 copertine differenti ma quella quassopra è l'originale.
Sono spompato, non ho altro da dire.
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-garage punk,
-punk rock,
#90,
The Hellacopters
martedì 10 dicembre 2013
Clutch - Jam Room - 1999
Al contrario di moltissime band che danno tutto con i primi lavori e poi si perdono, i Clutch sono riusciti per diverso tempo a rinnovarsi e a sparare fuori mine come questa (ascoltavo giusto ieri l'ultimo disco ed è niente male!).
Partiti con un miscuglio pauroso di stoner, hardcore, passando per trame psichedeliche e hard rock, arrivano a questo Jam Room dove tirano fuori il lato blues/southern in perfetto equilibrio tra grande ispirazione e grande cafonaggine dei riff.
Li conobbi grazie a quel bel tributo ai flag messo su da rollins in benefit per i west memphis three, dove fallon cantò alla grande American Waste.
Si, su di loro ho pochi altro da dire, andatevi a sentire anche gli altri dischi poi, che meritano.
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-blues rock,
-southern rock,
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#90,
Clutch
lunedì 9 dicembre 2013
Nofx - White Trash, Two Heebs and a Bean - 1992
Facile facile troppo facile, vecchie cariatidi del pancarcor, gente a caso che in quegli anni li ha ascoltato panc, sorelle, fratelli di convenienza, zie prese bene dai pantaloni larghi ecc... i Nofx li hanno sentiti tutti, li hanno visti tutti, ovunque, e in tutte le salse.
Sembra anche facile parlare di questo LP, il 4° della band californiana, pubblicato dopo l'uscita del metallarissimo Steve (fat mike continua ad insistere che la colpa sia dei suoi capelli, ma la realtà è che ci dava giù duro di alcool e drogucce) che fa giusto in tempo a registrare l'altro capolavoro "Ribbed" e l'ingresso dell'unico Musicista della band (a detta di loro stessi) che è El Hefe, polistrumentista dalle origini chicane abile e anche ottimo cantante.
Pubblicano quell'EP immenso intitolato The Longest Line e poi eccoci con questo discone, secondo me il migliore loro, alla faccia di punk in drublic che ok bello e tutto ma ha di per contro qualche pezzo di troppo e poi boh, i ritornelli migliori stanno qui, senza contare le contaminazioni varie che sfociano nell'incredibile cover di Straight Edge dei Minor Threat, rivista in chiave jazz (!!!) e genialate alla Please Play This Song on the Radio, chissà se qualche balordo DJ ci cascò...!
Ah, in principio il disco sarebbe dovuto chiamarsi "White Trash, Two Kikes, and a Spic", il significato è lo stesso ma suonava un po' più razzista, nonostante parlasse di loro stessi, quindi decisero di cambiare.
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-melodic hardcore,
-punk rock,
#90,
Nofx
venerdì 6 dicembre 2013
Sottopressione - Sottopressione - 1995
Impossibile trovare una foto della band, anche le copertine sono centellinate sull'internet.
Adesso, hardcore italiano, ok gli anni 80 son stati fichi, gran bei gruppi, anche se molto direi sopravvalutati dalle operazioni di dissotterramento di certi cadaveri che ai tempi nessuno si è mai inculato e magicamente ora sono grupponi per i giovincelli.
Ma gli anni 90? Tiriamo fuori quello che sicuramente è il disco fondamentale di quel decennio, scritto dal gruppo che più ha lasciato un segno.
Dopo una demotape e un favoloso 7" dal titolo È il momento, la formazione si stabilizza e nel 95 registrano in presa diretta da Paolo Mauri e fanno uscire per la Vacation House di Rudy Medea questo LP, con una copertina a dir poco evocativa.
È difficile per me parlare oggettivamente (ma quando mai lo faccio!??! ahah) di questo disco, questi 25 minuti di musica, hardcore figlio dei Crash Box, veloce senza tralasciare momenti più pestoni (vedi l'epico finale di Mastice), i testi sono un'ermetica trasposizione di sentimenti e disagi, sensazioni e immagini interiori.
Altissima intensità dal primo all'ultimo pezzo, che a mio parere raggiunge l'apice in "E-10", vera e propria perla del disco.
Sto cominciando a scrivere come un critico musicale de stocazzo, quindi chiudo dicendo che poi mayo uscì dal gruppo, con un altro cantante fecero un altro disco bellissimo anche se in modo un po' diverso, poi scioglimento, qualche anno fa reunion un po' pacco e ora scioglimento definitivo. Mayo e Diste all'inizio degli anni 2000 formarono i La Crisi, gruppo ancora attivo anche se senza Diste (finito a suonare con i/le Svetlanas).
Ci sarebbero altre parole, anche se, visto il disco, ho parlato anche troppo.
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martedì 3 dicembre 2013
Massimo Volume - Stanze - 1993
I Massimo Volume sono stati un gruppo particolare e importantissimo nel panorama rock-noise italiano (definito anche un po' art-rock, anche se sono definizioni che non mi piacciono particolarmente). Anzi, sono, in quanto esistono ancora ed hanno appena sfornato un nuovo disco "Aspettando i barbari" che non è per niente male.
Insomma "Stanze", dopo una demo del 92 e dopo l'allontanamento (o l'abbandono?) di Umberto Palazzo nel 93 fanno uscire questo disco. È un periodo particolarmente ricco per il rock alternativo italiano, l'anno dopo uscirà Catartica dei Marlene Kuntz, ci sono gli Afterhours in pompa magna, e i CSI stavano muovendo i primi passi.
Rispetto a tutti gli altri i Massimo Volume però avevano qualcosa in più, oltre al fatto di non aver mai completamente "sfondato", c'era questa particolarità della recitazione, i pezzi sono sono cantati, i testi sono parlati in una maniera davvero inquieta, con un sottofondo musicale che prende a piene mani da quel che è il noise newyorkese come i Sonic Youth e anche dal post-hardcore di stampo Washinghton DC dei Fugazi.
Ci sono pezzi tipo "Alessandro" che fanno star male da quanto sono belli.
Ed ecco insomma, un disco da non ascoltare in compagnia ma da gustarsi da soli.
Insomma "Stanze", dopo una demo del 92 e dopo l'allontanamento (o l'abbandono?) di Umberto Palazzo nel 93 fanno uscire questo disco. È un periodo particolarmente ricco per il rock alternativo italiano, l'anno dopo uscirà Catartica dei Marlene Kuntz, ci sono gli Afterhours in pompa magna, e i CSI stavano muovendo i primi passi.
Rispetto a tutti gli altri i Massimo Volume però avevano qualcosa in più, oltre al fatto di non aver mai completamente "sfondato", c'era questa particolarità della recitazione, i pezzi sono sono cantati, i testi sono parlati in una maniera davvero inquieta, con un sottofondo musicale che prende a piene mani da quel che è il noise newyorkese come i Sonic Youth e anche dal post-hardcore di stampo Washinghton DC dei Fugazi.
Ci sono pezzi tipo "Alessandro" che fanno star male da quanto sono belli.
Ed ecco insomma, un disco da non ascoltare in compagnia ma da gustarsi da soli.
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Massimo Volume
mercoledì 27 novembre 2013
SNFU - FYULABA - 1996

Se c'era qualcuno che negll'ambito dell'ambiente punk/hardcore melodico stampo epitaph sicuramente questi erano gli SNFU.
Formatisi a inizio anni 80, si fecero largo a suon di album di gran hardcore e grandi show (nel 1986 furono live band dell'anno per flipside), negli anni 90 vennero ingaggiati dalla crescente Epitaph Records (prima dell'uscita di Smash degli Offspring, vero breakthrough dell'etichetta) e sfornarono 3 album che secondo me sono il meglio che abbiano fatto.
Punk rock alla fine, ma macabro, a tratti inquietante, con testi assolutamente dissacratori e sarcastici, il carisma di Mr Chi Pig si lega perfettamente all'estro dei fratelli Belke, una macchina da guerra che sforna pezzi anthemici ma allo stesso tempo strutturati e molto vari.
Questo è il 3° del trittico epitaph, poi un EP, l'ottimo "In the meantime" del 2004 che sembrava già presagire la fine per chi pig ("I’m on a boat that doesn’t float, and I can’t swim" cantava in Cockatoo Quill), se ne sono usciti con un disco quest'anno senza i Belke e con Chi Pig un po' scarico... meglio ricordarli ai bei vecchi tempi.
Aneddottini! SNFU sta per Society No Fucking Use, una celebre magliettina loro recitava "Open your mouth and say... SNFU", provateci!
Tutti i titoli dei loro dischi sono composti da frasi con 7 parole, FYULABA è un acronimo e sta per "Fuck You Up Like a Bad Accident".
Esiste un documentario sulla vita di Mr. Chi Pig, si chiama "Open Your Mouth and Say... Mr Chi Pig", ve lo consiglio, è abbastanza commovente.
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martedì 26 novembre 2013
Guns 'N' Wankers - For Dancing and Listening - 1994
Ah, il web! Si ricorda di tutto e di tutti ma si dimentica di certe perle... è stato praticamente impossibile trovare una foto dei Guns 'N' Wankers, tanto che ho dovuto prendere un'immagine da youtube!
Comunque, nel 91 si sciolgono di Snuff di Mr. Duncan Redmonds, il quale mette su un gruppo stavolta alla chitarra, rilasciano qualche 7" e questo stupendo 12", sempre punk rock, di quello che ti fa prendere bene, non troppo melodico ma con le canzoni che ti si stampano in testa, uno dei più bei dischi dell'epoca del settore.
Da notare che nei 3 anni di formazione, sia Duncan che gli altri ex Snuff a turno suonarono il basso alla corte di Frankie Stubbs nei Leatherface (tra cui Andy Crighton, che morì in seguito e a cui i leatherface dedicarono una stupenda canzone).
Il gruppo si sciolse nel 1994 dopo questo disco (uscito su Fat Wreck) per lasciare spazio al ritorno degli Snuff, che proprio su Fat Wreck ampliarono molto il loro seguito ed ebbero il tempo di lasciarci dei dischi memorabili. Ah, loro sono ancora attivi, e ve ne parlerò prima o poi, intanto sparatevi questi G'N'W!
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giovedì 21 novembre 2013
Quicksand - Split - 1993
Ah, gli anni 90!
Quando i gruppi hardcore si stufarono di fare hardcore per la più si buttarono su sonorità più lente, cadenzate, mettallose, con risultati altalenanti.
Tra una montagna di roba mediocre emergevano sicuramente gruppi come i Quicksand, nati dalla mente di Schreifels, già in forza in passato a Gorilla Biscuits e Youth of Today, che insieme ad altri 3 veterani della scena hc newyorkese rilasciano un EP di 4 pezzi per revelation, che gli varrà la partecipazione a tour in america ed europa.
Come moltissime altre band del periodo vengono messi sotto contratto da una major, la Polydor e nel 1993 rilasciano questo bellissimo "Split", seguito 2 anni dopo da "Manic Compression", che ebbe anche più successo, solo che i conflitti interni fecero sciogliere il gruppo poco dopo.
A me piace più il primo consapevole che l'EP di debutto, avesse avuto qualche pezzo in più avrebbe meritato di apparire su queste pagine!
(quest'ultima frase non è in italiano)
(quest'ultima frase non è in italiano)
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Quicksand
lunedì 18 novembre 2013
Pearl Jam - Vitalogy - 1994
Mi sono tornati a suonare nello stereo in quanto in questi tempi è uscito il loro nuovo disco, del quale ho sentito solo parlare (male) e prima di andare a sentirlo mi sono fatto un excursus della loro discografia per rimembrare un po' il loro percorso.
I Pearl Jam sono un gruppo che in molti detestano, non so il motivo, magari sta sul cazzo vedder boh.
Io li ho sempre un po' stimati in quanto negli anni in cui gruppi alternativi diventavano rockstar (vedi, dalla fine degli 80 alla fine dei 90) loro erano tra quelli del lotto che comunque si sentivano poco a loro agio con la cosa (basta leggere i testi di questo disco), si, ok, i soldi ci sono ma sono un gruppo che ha sempre pensato a suonare più che ad apparire su riviste discutibili o a immergersi nel gossip.
E hanno fatto un sacco di dischi belli, e Vitalogy secondo me è il migliore, incasinato, per come è stato concepito tra cambi di formazione e tour, dove spunta definitivamente la figura di Vedder come indiscusso leader. Meno assoli, più pezzi "in faccia" (vedi Spin the black circle), spontaneo e sincero.
E queste due caratteristiche sono fondamentali per me, e questa cassettina mi resterà sulla piastra qualche giorno, sicuro.
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venerdì 15 novembre 2013
Bad Religion - Against the Grain - 1990
Nella vita ci sta avere qualche riferimento, quelle cose per cui un giorno che ti va tutto storto almeno dici, beh, i bad religion ci sono sempre. Fino ad ora è stato così, formati nei primi anni 80, dopo un piccolo scioglimento dovuto a disastri combinati con le tastiere (io lo dico sempre che sono uno strumento che crea mostri... sentitevi Into the Unknown), dalla seconda metà degli anni 80 fino ai giorni nostri si sono dimostrati come una delle band più continue, sfornando dischi a cadenza quasi annuale e abbinandoci intensi tour in tutto il mondo.
Il disco di cui vi voglio parlare è Against the Grain, il terzo della "sacra triade", una mia personale trilogia virtuale (ma scommetto che anche altri ci hanno pensato) che comprende i loro dischi usciti dall'88 al 90, 3 dischi, 3 anni, 3 bombe.
Se con Suffer avevano dimostrato al mondo che un disco punk può essere (auto)prodotto bene e contenere delle gran melodie e con No Control avevano dato una conferma decisa, con Against the Grain si dimostrano un gruppo maturo e capace di grandi cose, sfoggiando un songwriting sopra le righe (come al solito affidato per la maggiore a Graffin e Mr. Brett) e un artwork che parla da solo.
La formazione è quella storica, con oltre al professor (2 lauree, e tuttora è docente in università) Graffin alla voce ci sono mr.Brett (detto sig. Epitaph records) e Hetson alla chitarra, Jay Bentley al basso e Pete Finestone alla batteria, che dopo questo disco lasciò la band per concentrarsi su progetti suoi.
ascoulta:
venerdì 8 novembre 2013
Rocket From The Crypt - Scream Dracula Scream - 1995
Altro capitolo marcato John Reis, qui nella forma più "piaciona" e ammiccante, rock'n'roll danzereccio e presobbene con i fiati e tutto il resto.
Gruppo che comunque nel suo "sfondò" arrivando a un grande pubblico. Del nostro eroe sicuramente preferisco altre cose ma qui ci sono delle belle chicchette tra cui il drumming di un certo Atom Willard che pettina alla stragrande.
Ricordati anche per essere super friendly con i fans: Reis nei primi anni 90 annunciò che chiunque si sarebbe presentato a un loro concerto mostrando un tatuaggio del logo sarebbe entrato aggratis per sempre (in un periodo come quello attuale dove i tatuaggi sono molto più sdoganati sarebbe un po' problematico forse!).
Inoltre bello l'aneddotino riguardo al disco precedente "hot charity", che uscì praticamente autoprodotto e supportato da un tour americano dove, grazie al cash sganciato dalla interscope, i concerti furono ad ingresso gratuito.
Poi sempre con il cash della interscope registrarono e superprodussero questo disco.
E dire che i RFTC furono un'aggiunta al contratto con la interscope dei Drive Like Jehu, con i quali sulla stessa etichetta fecero uscire pure Yank Crime l'anno prima.
Insomma, Reis = genio del male e ovviamente idolo totale.
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Rocket From The Crypt
martedì 5 novembre 2013
Primus - Sailing the Seas of Cheese - 1991

Sono un po' di corsa, quindi...
Gruppo unico e assoluto, strumentalmente impeccabili e originali, dissacranti al punto giusto.
Questo il mio disco preferito, anche se sono legatissimo al successivo Pork Soda.
L'aneddotino è che Les Claypool, grande amico di Hammet dei Metallica, non venne preso come sostituto di Cliff Burton dopo un provino (comunque goliardico) in quanto "troppo bravo" e poco adatto al posto.
Eh beh.

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Primus
mercoledì 30 ottobre 2013
Rollins Band - The End of Silence - 1992
Henry Rollins potrebbe non piacere a tutti, ma c'è una cosa che è sicura, i "traguardi" a cui è arrivato se li è costruiti lui da solo, poi ok, è un personaggio particolare (date una letta a "get in the van" per capire di cosa parlo) ma le cose che ha fatto le ha sempre fatte al massimo e con grandi risultati.
Dopo che Ginn sciolse i Black Flag nel 1986, Rollins decide di intraprendere una carriera solista musicale oltre a quella di "oratore" che già iniziò ai tempi dei flag.
Insieme al chitarrista Chris Haskett scrive dei pezzi e, con una band fa uscire due dischi (tra cui lo spettacolare Hot Animal Machine) a nome Henry Rollins, in bilico tra le ultime cose dei Flag con delle influenze decisamente heavy metal e pure jazz. Il progetto gira bene, molto bene, cosìcché decide di mettere su un vero e proprio gruppo, aggiungendo alla formazione Sim Cain e Andrew Weiss, già in forza ai Gone di Greg Ginn.
La band gira parecchio e registra dei gran bei dischi, ovvero Life Time ('87), Hard Volume ('89) fino ad arrivare a questo The End of Silence, forse il loro disco migliore.
Il suono è maturo e potente, i pezzi sono lunghe cavalcate di rock pesante, quasi metal, con contaminazioni quasi jazz, i musicisti ci sanno indubbiamente fare, e Rollins fa quello che sa fare meglio, urlare, parlare, cantare, recitare testi rabbiosi incentrati perlopiù su temi personali e di rapporti umani.
Ah, in tour e anche studio avevano sempre appresso il tecnico del suono olandese Theo Van Rock, il 5° uomo, che produsse e registrò gente come i Negazione.
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Rollins Band
venerdì 25 ottobre 2013
Descendents - Everything Sucks - 1996
I Descendents sono una di quelle eccezioni alla mia tendenza (negativa) ad adorare i primi lavori di un gruppo e a snobbarne i successivi.
Sarà che comunque anche quando Milo se ne "andò in college" e Stevenson mise su gli ALL con un altro cantante i risultati sono stati comunque più che buoni, e l'album in questione, uscito in un periodo di dualismo tra le due band ne è la prova.
In ogni caso sono stati degli anni in cui il terzetto (più i cantanti) lavorava alla grande, e anche il successivo disco ALL (World's on heroin del 98) ne è la prova.
Comunque oltre a dei grandi pezzi, ritornelli da paura, il solito Stevenson che mette tutti i colpi al punto giusto e si mangia gli ottavi a colazione io noto sempre una grande chitarra di Egerton, pennate in giù a tutto spiano, che danno una carica impressionante.
Non me ne voglia "Milo goes to college" ma il loro mio disco preferito è questo.
Da ragazzino (12 anni? giù di li) li conobbi grazie alla compilation punk-o-rama 2, che conteneva Coffee Mug, e più la ascoltavo più pensavo "come fanno a suonare così veloci? è impossibile farlo più veloce!", ovviamente sono stato smentito presto (non solo dalla musica veloce in generale, ma anche da cover di un certo livello), però ancora oggi mi fa un certo effetto sentirla, e mi sembra tuttora un pezzo veloce.
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mercoledì 23 ottobre 2013
Sleep - Dopesmoker - 1996
Il bello del rrrock è che è pieno di storie, storielle, aneddoti.
Spesso questi aneddoti tendono a creare un alone di mistero e "magia" (se mi passate il termine) attorno a determinate band o dischi.
Questo è il caso degli Sleep, band nata negli anni 90 dedita a uno sludge-doom oltranzista di puro stampo sabbathiano. I nostri pubblicarono un paio di album (di cui uno mandato alla Earache come demo e poi pubblicato cosìcom'era, vi parlo dell'epico Holy Mountain) e un EP, poi vennero assoldati dalla London Records, e sotto la quale cominciarono a lavorare al nuovo disco (a quanto si dice i soldi che presero dall'etichetta vennero usati principalmente per pagare i debiti che i 3 squattrinati avevano collezionato negli anni).
Il disco in questione era proprio Dopesmoker, un delirio di pesantezza e misticità lungo più di un'ora.
L'etichetta rimase spiazzata e rifiutò di pubblicare il disco, rimandando gli Sleep in studio.
Così gli Sleep tornarono in studio, incisero un'altro pezzo, stavolta di 52 minuti e lo reinviarono all'etichetta.
La London si rifiutò di pubblicare anche questa, la cosa aumentò le tensioni all'interno della band che si sciolse (per poi riformarsi nel 2009).
Non è un disco facile, è un monolite lento, pesante e angosciante, prendetevi un'ora di tempo!
PS: ho segnato l'anno in cui sarebbe dovuto uscire, ma questa è la stampa postuma del 2003 (che a quanto pare non fu neanche la stessa versione che venne inviata alla London, ma comunque a detta di Cisneros è la versione migliore).
E la cover è quella della ristampa del 2012, che secondo me è la copertina più bella delle 3 che girano)
ascò:
martedì 22 ottobre 2013
Entombed - Wolverine Blues - 1993
Oggi siamo in vena di roba pesante.
E allora siori ecco il disco che tanto ha lasciato il segno nelle nuove generazioni di metaller presi bene dai riffoni cafoni rockettosi e, perché no, dall'hardcore, presente gente tipo Cancer Bats, Black Breath, Burning Love? ecco.
Gli Entombed, dopo un paio di lavori di eccelso Death Metal come solo in Svezia sapevano (sanno?) fare, danno una svolta "rock" con questo disco, rallentando un po' le ritmiche e dando fuoco letteralmente alle chitarre.
Sarà stata la presa bene di Nicke Andersson, che di li a poco avrebbe fondato quegli Hellacopters che spesso hanno girato nel mio stereo.
Faccio notare che ho dovuto giracchiare un po' per trovare una copertina senza quel bruttissimo adesivo del "parental advisory" che tanto andava negli anni 90 e che per molti gruppi era pure un vanto.
A me ha sempre fatto cacare.
Ah, altra curiosità, la Earache pubblicò all'inizio una versione del disco con una cover con raffigurato il supereroe marvel Wolverine, tutto senza il consenso della band, la quale volle che fosse usato l'artwork realizzato da Andersson (che a dirla tutta non che sia tutto sto splendore eh! ma erano gli anni 90...)
Ah, altra curiosità, la Earache pubblicò all'inizio una versione del disco con una cover con raffigurato il supereroe marvel Wolverine, tutto senza il consenso della band, la quale volle che fosse usato l'artwork realizzato da Andersson (che a dirla tutta non che sia tutto sto splendore eh! ma erano gli anni 90...)
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Entombed
venerdì 18 ottobre 2013
Lifetime - Hello Bastards - 1995

Ho deciso che il venerdì lo si dedica al melodicone!
E qui siamo davanti a una pietra miliare del genere!
E qui siamo davanti a una pietra miliare del genere!
La prima creatura del die-hard Dan Yemin, la più melodica delle sue 3 (che finiranno qui sicuramente!) ma forse la meno immediata viste le sonorità poco attuali.
Il complesso è bellissimo, poi ci sono pezzi come Rodeo Clown che faccio fatica a ricordare dei pezzi più fichi, poi c'è pure la cover degli huskers.
Dal New Jersey, su Jade Tree records, poi ristampato in tempi recenti per No Idea.
Ah, l'anno scorso li ho visti suonare e mi è venuta una gran lacrimuccia!

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martedì 15 ottobre 2013
Don Caballero - 2 - 1995
Don Caballero is instrumental.
Don Caballero is rock not jazz.
Don Caballero is free of solos.
Don Caballero is from Pittsburgh.
Don Caballero 2 was recorded at
White Room Studios by Al Sutton.
Queste note all'interno del disco dicono un po' tutto.
Presente i Drive Like Jehu? Ecco, l'idea è quella, toglietegli le voci e dategli "un'intricata", ritmiche dispari ancora più serrate e fluidità che pesca a piene mani dal jazz.
I Don Caballero furono il passo che condusse il rock strumentale verso le nuove sonorità noise rock.
Violenza sonora, ma dal sapore prettamente prog.
Sembro quasi intelligente quando sparo ste minchiate!
Ascultate.
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Don Caballero
venerdì 11 ottobre 2013
Avail - Over the James - 1998

"Dai, è venerdì, metti su un bel discone facile e fico" mi sono pensato stamane mentre mi trascinavo fuori dal letto.
Una delle mie colonne sonore portanti per quando vado in bici è composta sicuramente dagli Avail, gruppo che fu di Richmond Virginia. Tralaltro sciolti loro, morta la Lookut! Records che fece uscire diversi loro lavori tra cui questo Over the James, il loro capolavoro... quali altre certezze possono rimanere nella vita?!!?
Si, forse gli Avail come altri gruppi non-californiani di quel periodo vengono spesso accumunati a quel giro epitaph / fat wreck (per la quale poi fecero uscire un paio di dischi) di cui però alla fine si riuscivano a scorgere delle belle differenze stilistiche.
C'è carica nell'aria, i pezzi sono potenti e melodici al punto giusto, per questo sono riusciti a cogliere consensi anche in ambienti meno "melodici",
Alla voce ci era quel Tim Barry di cui forse qualcuno avrà sentito parlare riguardo ai suoi lavori da solista, che insieme a gente tipo Chuck Ragan o Brian Fallon porterà al grande pubblico quel genere di "punk che fanno i cantautori".
E Barry ovviamente è uno dei miei preferiti.
Ho scritto un'accozzaglia di cose per niente amalgamate tra loro ma sticazzi.

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