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lunedì 16 dicembre 2013

Zero Boys - Vicious Circle - 1982


Da Indianapolis, primi anni 80, un disco incredibile fatto da una band che, vuoi per la provenienza, non è mai stata troppo sotto i riflettori.
Hardcore punk nervoso, chitarroso e dissacrante nei testi.
Durarono poco, poi una reunioncina ma mai a questi livelli.
Tutto di un fiato



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venerdì 6 dicembre 2013

Sottopressione - Sottopressione - 1995


Impossibile trovare una foto della band, anche le copertine sono centellinate sull'internet.
Adesso, hardcore italiano, ok gli anni 80 son stati fichi, gran bei gruppi, anche se molto direi sopravvalutati dalle operazioni di dissotterramento di certi cadaveri che ai tempi nessuno si è mai inculato e magicamente ora sono grupponi per i giovincelli.
Ma gli anni 90? Tiriamo fuori quello che sicuramente è il disco fondamentale di quel decennio, scritto dal gruppo che più ha lasciato un segno.
Dopo una demotape e un favoloso 7" dal titolo È il momento, la formazione si stabilizza e nel 95 registrano in presa diretta da Paolo Mauri e fanno uscire per la Vacation House di Rudy Medea questo LP, con una copertina a dir poco evocativa.
È difficile per me parlare oggettivamente (ma quando mai lo faccio!??! ahah) di questo disco, questi 25 minuti di musica, hardcore figlio dei Crash Box, veloce senza tralasciare momenti più pestoni (vedi l'epico finale di Mastice), i testi sono un'ermetica trasposizione di sentimenti e disagi, sensazioni e immagini interiori.
Altissima intensità dal primo all'ultimo pezzo, che a mio parere raggiunge l'apice in "E-10", vera e propria perla del disco.
Sto cominciando a scrivere come un critico musicale de stocazzo, quindi chiudo dicendo che poi mayo uscì dal gruppo, con un altro cantante fecero un altro disco bellissimo anche se in modo un po' diverso, poi scioglimento, qualche anno fa reunion un po' pacco e ora scioglimento definitivo. Mayo e Diste all'inizio degli anni 2000 formarono i La Crisi, gruppo ancora attivo anche se senza Diste (finito a suonare con i/le Svetlanas).
Ci sarebbero altre parole, anche se, visto il disco, ho parlato anche troppo.



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mercoledì 27 novembre 2013

SNFU - FYULABA - 1996



Se c'era qualcuno che negll'ambito dell'ambiente punk/hardcore melodico stampo epitaph sicuramente questi erano gli SNFU.
Formatisi a inizio anni 80, si fecero largo a suon di album di gran hardcore e grandi show (nel 1986 furono live band dell'anno per flipside), negli anni 90 vennero ingaggiati dalla crescente Epitaph Records (prima dell'uscita di Smash degli Offspring, vero breakthrough dell'etichetta) e sfornarono 3 album che secondo me sono il meglio che abbiano fatto. 
Punk rock alla fine, ma macabro, a tratti inquietante, con testi assolutamente dissacratori e sarcastici, il carisma di Mr Chi Pig si lega perfettamente all'estro dei fratelli Belke, una macchina da guerra che sforna pezzi anthemici ma allo stesso tempo strutturati e molto vari.
Questo è il 3° del trittico epitaph, poi un EP, l'ottimo "In the meantime" del 2004 che sembrava già presagire la fine per chi pig ("I’m on a boat that doesn’t float, and I can’t swim" cantava in Cockatoo Quill), se ne sono usciti con un disco quest'anno senza i Belke e con Chi Pig un po' scarico... meglio ricordarli ai bei vecchi tempi.
Aneddottini! SNFU sta per Society No Fucking Use, una celebre magliettina loro recitava "Open your mouth and say... SNFU", provateci!
Tutti i titoli dei loro dischi sono composti da frasi con 7 parole, FYULABA è un acronimo e sta per "Fuck You Up Like a Bad Accident".
Esiste un documentario sulla vita di Mr. Chi Pig, si chiama "Open Your Mouth and Say... Mr Chi Pig", ve lo consiglio, è abbastanza commovente.



ascolta:

mercoledì 6 novembre 2013

Black Flag - My War - 1983


Sui Black Flag potrei scriverci una tesi di laurea, giuro, ho letto di tutto, libri, interviste, testi, visto foto, imparato tutte le lineup, ma soprattutto consumato i dischi.
Si potrebbe parlare tanto, di qualsiasi cosa, dei rapporti interni al gruppo, dell'impatto musicale, del modo di porsi, le grafiche di pettibon, di tutto.
Partiamo dal fatto che io divido i Flag in 2 situazioni:
il pre rollins, band hardcore potentissima e innovativa che fa disastri in tutta la california, concerti sold out, pezzi memorabili, scontri con la polizia
il periodo rollins, la band è una creatura in mutazione, i pezzi rallentano, le prove e i tour aumentano e a quanto pare i soldi mancano sempre.
La parte più interessante è sicuramente la seconda, quando il suono classico hardcore, dapprima definito su Damaged viene poi contaminato nei lavori successivi.
In particolare la vera spaccatura nella carriera dei flag avviene nel momento in cui si passa dal lato A al lato B di My War!
Il primo lato rimane su canoni hardcore sulla scia di Damaged magari un po' appesantiti, invece nel secondo lato troviamo 3 pezzi da più di 6 minuti l'uno lenti, violenti e ossessivi, praticamente sono i black sabbath suonati da un gruppo punk, sulla scia di questo misto nascerà lo sludge.
Curiose sono anche le vicende che girano attorno alla formazione del periodo, Robo lascia la batteria in quanto a causa di permessi di soggiorno non potè tornare dal tour inglese dell'81, poi passarono e vennero cacciati il sedicenne Emil Johnson (si prese a botte con il roadie storico Mugger) e l'ex D.O.A. Chuck Biscuit (non era d'accordo con i ritmi di sala prove), alla fine entrò Bill Stevenson che, messi in pausa i Descendents diede anima e corpo a questo gruppo, al basso poco prima della registrazione del disco venne fatto fuori pure Chuck Dukowski, in quanto Ginn voleva da un po' un cambiamento del suono, per porre fine a questa situazione ci pensò Rollins ad escluderlo dalla formazione (Duke però continuò a collaborare nella band come tour manager e anche songwriter all'occorrenza), le tracce di basso furono quindi registrate da Ginn sotto falso nome di "Dale Nixon", e nella band entrò Kira Roessler, che insieme poi a Rollins e al onnipresente (onnipotente?) Ginn compose la migliore formazione del gruppo, che in 3 anni registrò 4 dischi e macinò migliaia di chilometri su un furgone.
My War dev'essere un po' una spinta a scoprire quella parte della discografia dei Black Flag che spesso viene snobbata specialmente dai molti, troppi flag-tatuati, flag-magliettati, flag-ovunque che poi magari si fermano a Damage perché "rollins ha rovinato i flag" "sono diventati troppo lenti" ecc...
Ogni disco è una storia a parte, dopo My War possiamo apprezzare l'esperimento spoken word/strumentale di Family Man, il proto-stoner di Slip It In, la potenza ossessiva quasi metal di Loose Nut, l'approccio jazz di Ginn di In My Head (forse il mio preferito), i deliri strumentali jazz core di The Process of Weeding Out.
Ho cercato di stare stretto e alla fine ho scritto un poema... sticazzi, il disco sta ancora girando.

(la foto è della formazione con Martinez al posto di Stevenson, quindi metà 85, però mi piaceva)


olta:

giovedì 31 ottobre 2013

Kina - Se Ho Vinto Se Ho Perso - 1989


Avrei una montagna di parole da dire, ricordi, sensazioni che mi evoca questo disco, di quanto sia importante a livello personale, del percorso di 3 ragazzotti della provincia più ostica d'italia (Aosta), dell'onestà che ci han messo in tutto, delle citazioni che sono state fatte e che potrei fare.
Ma il disco parla già da solo, statelo a sentire.



asgolta:

giovedì 24 ottobre 2013

Minor Threat - Complete Discography - 1989


I dischi più belli sono sicuramente quelli che oltre ad essere consumati ricordano anche un determinato periodo.
Con i Minor Threat fu amore a primo ascolto, sentiti da qualche cassettina passatami da chissachì mi imposero il fatto di reperirne subito un cd, cosìcché, io quattordicenne o giù di li, me ne andai al solito negozio di dischi della città, praticamente l'unico che teneva del punk, quel negozio dove entravo più di una volta a settimana e passavo delle buone mezz'ore a guardare i cd in esposizione, ma ero troppo squattrinato per comperarne.
Però qui era roba seria, dovevo prendere quel cd!
Così racimolai la cifra (della quale mi ero già informato ma ve la dico dopo), mi presento li e faccio al tizio (faccia da cazzo, tralaltro) "prendo il cd dei minor threat", "ok, sono 37 (trentasette) mila lire"
37 mila lire che al cambio che venne stabilito qualche anno più tardi sarebbero pari a 19€, ma vista l'inflazione è come se oggi pagassi 30 euro per un cd (!!!).
Insomma al tipo faccio "eh, però 37 carte son tante", e lui tutto baldanzoso (quasi arrogante) "eh, ma la dischord non ha importatori in italia, devono arrivare diretti dall'america". Con il senno di poi tralaltro a pensarci, l'assenza di distributori avrebbe dovuto tenere il prezzo più basso.
Ad ogni modo, gli smollo il malloppo e mi porto a casa il cd, lo metto su per la prima delle mille volte che ha girato poi, mi guardo il libretto, e sul retro del cd, a fianco di quella bellissima foto di Friedman con Nelson e il cane, leggo "This compact disc is only 12$" che al tempo, con il dollaro che stava a mille lire, equivalevano a 12 mila lire.
Fanculo, se lo ordinavo dalla dischord diretto non avrei speso più di 20 25 mila lire e magari mi beccavo pure dei gadget. Ah, la gioventù!
Parlando della musica, il miglior gruppo hardcore di sempre, nulla da aggiungere, pezzi epici e testi consapevoli. Da bere tutto d'un fiato!



zcolta:

lunedì 14 ottobre 2013

Indigesti - Osservati dall'inganno - 1985


Per la serie "pezzi di cuore".
C'è qualcosa di strano e magico in questo disco, a partire dall'astratta grafica di copertina, il feedback di chitarra iniziale/finale la voce di Rudy sommersa nel mix (come lui stesso insistette nel momento del mixaggio), i testi criptici e visionari ("la mani sul nilo e la sera si divide").
Come affetto sono più legato al ristampone di Sguardo realtà che ancora oggi mi pettina a dovere, ma qui siamo davanti a un capolavoro senza tempo, quello che viene ricordato negli anni, che pure all'estero è ricordato (paint it black a philadelphia).
C'è poco altro da aggiungere, fatevi rapire.



ascolta:

mercoledì 25 settembre 2013

Nomeansno - Wrong - 1989


Il bello di aver messo su questo blog è che poi quando becco laggente in giro è uno spunto in più per parlare di musica. E per musica intendo la musicaggiusta.
Ieri sera appunto un ragazzo di cui terrò l'identità nascosta mi fa "ehi, ma sul tuo blog mancano i Nomeansno", già, erano in lista, è che ogni tanto voglio scrivere di gruppi più malcagati (tipo i Naked Raygun ieri) per far vedere che sono un fico (e al contempo uno sfigato) a conoscere certe perle.
Quindi, siori, eccolo qui, quel disco che ogni anno che lo suonate risulta sempre fresco, il capolavoro assoluto dei fratelli Wright, quel perfetto guazzabuglio (esiste come parola?) di hardcore, jazz, funky e ritmiche che cominciano già a fare i primi richiami al math.
Ai più attenti lettori del blog sarà sicuramente saltata all'orecchio l'influenza dei Minutemen specialmente per il lavoro del basso di Rob.
Tralaltro loro sono ancora in giro con il loro furgone portandosi in tour quasi sempre dei giovani gruppi canadesi, dal vivo sono delle gran cannonate nonostante la loro età non proprio adolescenziale. 
Se capitano andate a vederli perché potrebbero non durare moltissimo.



tastelo:

giovedì 19 settembre 2013

Fucked Up - The Chemistry of Common Life - 2008


I Fucked Up.... i Fucked Up... c'è poco da fare, nel decennio scorso il mondo del punk rock è stato sengnato in maniera indelebile da questi canadesi.
Una fila interminabile di EP, esibizioni che comunque nel 2010 possono risultare shockanti o quantomeno degne di attenzioni al di fuori dell'ambiente underground (tipo la foto quassotto).
Ma parliamo di musica.
Dopo il primo lunghissimo LP "Hidden Life" uscito per la mia carissima Deranged Records, i nostri firmano per la Matador e pubblicano questo disco, ci sono ancora le schegge punk e la voce è sempre urlata, ma c'è come un misto di suoni "space rock", sovraincisioni di vari strumenti, atmosfere più dilatate, c'è pure il pezzo strumentale.
È un disco completo, come non ce ne sono molti nell'ambito. Non so se è un album che mi ascolterò ancora tra 20 anni, ma intanto siamo qui e godiamocelo alla grande.



aaaaaaa:

mercoledì 18 settembre 2013

Rites of Spring - s/t - 1985


Poche sono le band che in meno di due anni, meno di 20 concerti, un disco e un ep (postumo) abbiano lasciato l'impronta che lasciarono i Rites of Spring.
Uscito nel giugno dell'85, inaugurarono quella che poi venne ribattezzata "Revolution Summer", periodo in cui l'harDCore (ovvero l'hc di washington) cambiò faccia: pezzi più lenti, meno urlati e più cantati, testi più riflessivi e profondi, anche senza perdere l'impegno politico.
Si dice che l'emo parta da qui, anche se sul termine "emo" sono abbastanza d'accordo con le parole di Guy Picciotto:
"I've never recognized "emo" as a genre of music. I always thought it was the most retarded term ever. I know there is this generic commonplace that every band that gets labeled with that term hates it. They feel scandalized by it. But honestly, I just thought that all the bands I played in were punk rock bands. The reason I think it's so stupid is that - what, like the Bad Brains weren't emotional? What - they were robots or something? It just doesn't make any sense to me."

Ad ogni modo qui da scaricare/ascoltare trovate la ristampa contenente anche l'EP postumo All Through a Life chiamata "End on End", che contiene praticamente la loro discografia, salvo il "Six song demo" uscito l'anno scorso, roba da fan... ovvero chiunque di voi tra un mesetto dopo aver divorato questo disco a dovere.
Ah, Picciotto e Canty finirono nei Fugazi, non basta ancora come garanzia?!



prova ad ascoltare:

martedì 10 settembre 2013

Zeke - Kicked in the Teeth - 1998


Oggi siamo della serie "legnate".
Questo è il disco con cui conobbi questo combo proveniente da Seattle, che dopo aver pubblicato un paio di lavori notevoli per IFA e Scooch Pooch approdano sulla grossa Epitaph, e grazie a ciò si fecero conoscere al grande pubblico, quindi ok, epitaph non merita certo pacche sulle spalle per come in passato ha trattato le band o per cosa sia diventata, ma tra i meriti ha quello di aver pubblicato gruppi davvero validi.
Rispetto al più sdoganato "death alley" di qualche anno dopo ha forse i suoni meno "in faccia" e meno assoli... forse è stato quest'ultimo fattore a farmelo preferire, in ogni caso 18 pezzi in 21 minuti e pure una cover dei Kiss.
Speed rock, pennate in giù, tupa tupa, droghe e motocross, tutto questo lo troverete negli Zeke.
Da ascoltare a volumi alti, alle 5pm mentre prendete il tè con i parenti!



ascolta i tuoi denti frantumarsi: